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Il Modello di Riferimento

 
 

COMUNI

   
 

 

   
 

PROGETTI:

   
 

OIKOS

 

Il presente progetto propone un modello di intervento nei confronti di minori o giovani adulti caratterizzati da situazioni particolarmente complesse, sia per storia personale che per aspetti di integrazione sociale. La presente proposta si offre come alternativa all’inserimento dell’utente in strutture residenziali o semi-residenziali, individuando un percorso che si pone in grado di evitare una presa in carico a lungo termine da parte dei Servizi, comportante grandi costi sociali per la collettività da un lato e una collaterale stabilizzazione della carriera di "diverso" dall’altro. L’obiettivo generale dell’intervento è quello di modificare le modalità-tipo utilizzate dal minore per collocarsi nel contesto relazionale ed interagire con gli attori al suo interno, per poi essere da questi riconosciuto: ci riferiremo a tali modalità in termini di repertori discorsivi1. Per realizzare ciò l’operatore ricorrerà a stratagemmi ed artifizi retorici2. Il risultato atteso è di generare una carriera biografica non oggetto di intervento istituzionale.

 

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LA CASA SULL'ALBERO

 

Il progetto parte dalla rilevazione di un’ esigenza che emerge chiara e in modo ricorrente dal territorio: "Troppo alto il numero di minori segnalati e sempre maggiori sono le difficoltà di istituzioni e famiglie nell'offrire risposte efficaci, aspetto aggravato dalla mancanza di risorse economiche". Si tratta di ri-impostare i servizi e gli interventi rivolti ai minori, alla famiglia, alla cittadinanza creando, in rete, e con l’Ufficio di Piano come capo fila, una struttura di riferimento e di coordinamento unica, "La casa sull’albero", che permetta il miglior utilizzo delle risorse, e preveda, con il coinvolgimento del Terzo settore e del cittadino, nuove opportunità nel reperimento di risorse aggiuntive, umane ed economiche...). Il Centro Operativo diviene occasione per il territorio di occuparsi in prima persona della salute dei suoi cittadini, chiedendo ad essi di giocare al meglio la loro parte, ovvero di occupare il territorio riferendosi ad un’ etica e ad un senso civico che una cultura in fase di svolta chiede e vuole come regola prima.

 

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AFFIDO

 

L’obiettivo generale del progetto è quello di generare pratiche discorsive orientate alla promozione della "cultura dell’affido come opportunità per promuovere la salute dei minori e delle loro organizzazioni familiari e a ricaduta del territorio che abitano". Si assume come riferimento non più il singolo servizio o la rete dei servizi, ma il Sistema-Paese, in modo che la salute sia riportata al territorio e sia valutato l’intervento del sistema dei servizi proprio lì dove essa si genera e si mantiene.

Vedi le slides del progetto affido

 

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PROPOSTA TECNICA PER GESTIONE DEL SERVIZIO MINORI

 

Il progetto si colloca all’interno di un preciso riferimento paradigmatico emergente e dunque "innovativo", che pone come assunto fondante le categorie di conoscenza con cui gli interagenti costruiscono la realtà dagli stessi "abitata". In questo senso quanto è descritto come obiettivo del servizio proposto, la gestione dei casi segnalati in cui vi è coinvolgimento di un minore e la promozione di attività volte alla generazione di una cultura della salute sul territorio, può essere considerato un insieme di processi in cui vengono coinvolti gli attori (utenti diretti, utente remoto e gli operatori del servizio/i in oggetto) nella generazione della realtà denominata "protezione e tutela dell’infanzia e dell’adolescenza". Conseguentemente, l’obiettivo dell’operatore diviene quello di gestire le implicazioni che coinvolgono l’utente, al fine di innescare processi di gestione della situazione in cui si trova coinvolto che tengano conto, da un lato delle esigenze dell’utente diretto, dall’altro delle condizioni che il contesto sociale presenta in un certo territorio. In altri termini, ciò che viene generato durante l’intervento non ha soltanto lo scopo di "risolvere" la situazione critica che ha portato all’attivazione del servizio, ma di assolvere , in ultima analisi, alla soddisfazione dell’intero Sistema-Paese in cui il minore è inserito. Il Servizio Minori è strutturato secondo una matrice per progetti, ossia ogni attività o gestione di attivazione da parte del Sistema-Paese, rappresenta e si conforma come un vero e proprio "progetto".

 

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IL FIUME IN PIENA

 

Il progetto nasce a seguito di una minuziosa mappatura delle esigenze del territorio di Quingentole e si pone come obiettivo la promozione della generazione di un’ identità di cittadino che contempli e sia trasversale alle differenze generate dalla storia che appartiene ad ogni individuo che abita il territorio. L’obiettivo esplicitato si pone in termini di occasione per il territorio, in quanto offre la possibilità di costruire un’ identità di cittadino che esuli dall’appartenenza socio-culturale del singolo individuo, la quale risulta essere da una parte il valore aggiunto portato dal singolo ad un territorio, dall’altra la criticità che genera discorsi in cui "il diverso", "l’altro" (che è l’anziano; lo straniero; il povero; il deviante; lo psichiatrico...) non si riesce a "controllare".

 

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PROPOSTA DI GESTIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA SOCIALE PROFESSIONALE

 

Con la proposta di gestione del Servizio Sociale Professionale ci si propone di andare a generare salute nel territorio del Destra Secchia, rispondendo in modo competente alle esigenze che il territorio pone. Il generare salute comporta che l'equipe di lavoro di cui l'Assistente Sociale è operatore "sul campo", attraverso l'utilizzo di metodologie e strumenti strategici, e in rete con i servizi e i cittadini/risorsa, sappia far emergere le esigenze di uno specifico territorio e vi possa rispondere sviluppando percorsi di autonomia dai servizi stessi, evitando che si generino carriere di "assistiti".
Obiettivi specifici:

  • Trasferire un metodo operativo comune attraverso interventi di formazione e supervisione agli operatori che verranno individuati;

  • Rilevazione e analisi delle richieste e delle esigenze del territorio;

  • Avere una costante ed aggiornata fotografia sulle situazioni;

  • Mappare e monitorare il territorio attraverso l’utilizzo di strumenti ad hoc (protocolli; osservazioni mirate; raccolta di testi prodotti dalle voci narranti);

  • Farsi promotori di eventi/interventi/azioni che servano alla promozione di salute per il territorio.

 

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PROPOSTA PER LA GESTIONE DELL'INFORMAGIOVANI

 

Tale proposta nasce dalla valutazione dell’esigenza della realtà locale di Quistello, di dare nuova veste al Servizio Informagiovani già presente sul territorio, per rendere lo stesso punto di riferimento significativo per la popolazione giovane del paese. Si progetteranno attività che consentano di acquisire informazioni e conoscenze, specie per quanto riguarda il mondo della scuola e del lavoro, con particolare riferimento ai momenti critici della carriera scolastica e della carriera professionale. Per perseguire tali obiettivi si utilizzerà la strategia della ricerca-azione, per cui saranno promosse attività che consentano ai giovani di programmare e attuare ricerche mirate riguardo al tema (costruzione di protocolli di intervista a insegnanti e agli studenti di differenti ordini scolastici; protocolli di intervista rivolte ad aziende del settore industriale, del terzo settore e del no profit; analisi dei bandi e concorsi - ambito scolastico e/o ambito lavorativo - a disposizione nel repertorio regionale, provinciale ed europeo). Successivamente si potrà documentare alla comunità dei giovani le informazioni e le conoscenze acquisite (elaborazione di pannelli di documentazione, coordinamento di incontri di dibattito con esperti di settore). In tal senso i partecipanti a tale attività saranno coinvolti in un processo di ricerca, documentazione e attuazione di piani di azione che consentirà di rendere visibili a tutta la comunità le conoscenze acquisite, e dunque, allo stesso tempo, di continuare ad implementarle offrendo spunti di discussione e riflessione.

 

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PROGETTO NIDO

 

Il progetto nasce dall’anticipazione del bisogno territoriale di incrementare ed implementare i servizi per la prima infanzia. La scarsità numerica di asili nido si accompagna inoltre alla poca compatibilità tra il servizio offerto è la reale esigenza sociale sia in termini di fasce orarie proposte ai potenziali fruitori del servizio che in termini di gestione delle criticità familiari legate molto spesso alla necessità di conciliare il ruolo genitoriale con la propria realtà lavorativa. L’idea è quella di fornire un servizio efficace oltre che per l’offerta educativa qualificata anche per la flessibilità degli orari e delle tariffe proposte e alla possibilità di salvaguardare tanto le esigenze dei bambini quanto di offrire e pensare sempre nuove risorse per gestire in modo il più possibile individualizzato le difficoltà logistiche dei genitori lavoratori in un’ottica di sostegno alle organizzazioni familiari. L’obiettivo generale è dunque quello di creare un servizio per la prima infanzia aperto a tutti i bambini di età compresa tra i tre mesi ed i tre anni, senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione e che garantisca il diritto all'inserimento di bambini diversamente abili che, rilevate le reali esigenze delle organizzazioni familiari, sappia generare competenze territoriali e fornire strumenti efficaci per la gestione delle criticità organizzative ed educative della quotidianità delle famiglie con figli.

 

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PROPOSTA PROGETTUALE SERVIZI EDUCATIVI EXTRASCOLASTICI

 

La cornice all’interno della quale la Cooperativa svolge la sua mission fa riferimento alla salute così come la definisce l’O.M.S.: "uno stato completo di benessere fisico, psichico e sociale e non solamente un’assenza di malattia". In tal senso la promozione della salute si configura come l’offerta e la creazione strumentale di occasioni di potenziamento delle risorse dell’individuo e della sua sperimentazione nella gestione delle criticità messe in risalto dalla quotidianità con cui la persona deve abitualmente confrontarsi. Nello specifico il target cui il progetto si rivolge sono i bambini tra i 5 e i ... .anni che passa gran parte della loro giornata tra scuola e compiti. Questo scenario permette di anticipare che il modo di vivere la scuola e di assolvere le richieste della stessa costituisca un importante contributo alla generazione e alla promozione della salute. In virtù di ciò l’obiettivo generale del progetto è quello di generare, nel percorso di crescita personale, occasioni di partecipazione attiva alla costruzione del proprio contesto di vita e alla gestione delle criticità presenti in esso (incremento delle competenze di problem solving; sviluppo di competenze relazionali ed espressive; "uso" della formazione come volano per collocare ogni minore rispetto alle richieste che ogni contesto può proporre).

 

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