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Il Modello di Riferimento

 
   

IL MODELLO DI RIFERIMENTO

   
 

Il Paradigma Narrativistico

 

Il paradigma scientifico al quale si fa riferimento e che definisce il modello operativo è il paradigma narrativistico.
Esso è un paradigma emergente e dunque "innovativo", e pone come assunto fondante le categorie di conoscenza con cui gli interagenti costruiscono la realtà dagli stessi "abitata".
Il paradigma narrativistico, attribuisce al linguaggio dei parlanti il massimo dello statuto epistemologico: ciò che viene considerato "reale" non è altro che il risultato di come i soggetti modellano la produzione linguistica e i riferimenti simbolici presenti nei discorsi. E’ solo conoscendo queste narrazioni che si può tentare di ricostruire quella che non sarà più una fotografia statica o un dato di fatto, ma la descrizione dei processi discorsivi che generano la realtà.
Nell’ottica del paradigma che si propone è possibile dunque individuare l’oggetto d’indagine "stato di salute" attraverso le modalità discorsive in atto -intese come processi conoscitivi- in uno specifico sistema (contesto socio-culturale, organizzazione ...), che generano la realtà "stato di salute" nel momento stesso in cui i soggetti interagenti lo "conoscono".
Il "paradigma narrativistico", si pone in termini antinomici rispetto al paradigma ad oggi dominante, ovvero quello meccanicistico, che utilizziamo "da contrasto", in questo caso, per meglio definire quello che ci appartiene.
Il paradigma meccanicistico è propriamente adottabile laddove l’oggetto di indagine sia un "ente fattuale", conoscibile indipendentemente dalle categorie conoscitive utilizzate dall’osservatore. Il riferimento al piano empirico-fattuale consente l’individuazione di nessi causali tra gli enti, in un’ottica deterministica, in virtù dei quali diviene possibile agire sull’ente-causa per eliminare l’ente-effetto, oppure, fare delle "previsioni" basate sui medesimi legami di tipo causa-effetto.
In riferimento ad un "paradigma narrativistico", invece, la realtà non è conoscibile a prescindere dalle categorie utilizzate dall’osservatore, ma è costruita a partire dalle modalità discorsive praticate che generano un "conosciuto". Si viene delineando, in tal modo, una dimensione diacronica in cui assumono rilevanza i processi discorsivi che generano la realtà che si vuole indagare. Coerentemente, i legami tra gli elementi del discorso cui è consentito fare riferimento sono di tipo retorico-argomentativo, e non di tipo empirico-fattuale. Se all’interno del paradigma meccanicistico si può quindi far riferimento a legami di tipo causa-effetto, all’interno della cornice conoscitiva narrativistica il genere di legame che può essere descritto attiene al processo di costruzione della realtà, quindi ad una dimensione discorsiva, ed è pertanto definibile come "coerenza narrativa" delle pratiche discorsive che generano la realtà (dove per "coerenza narrativa" si intende "la proprietà intrinseca delle pratiche discorsive di mantenere l’integrità e la congruenza degli elementi che appartengono alle modalità discorsive messe in atto, in modo che non sia possibile generare una contraddizione, in senso narrativo"). In un dato "momento dialogico" del processo di costruzione della realtà verrà utilizzata quindi una modalità conoscitiva piuttosto che un’altra in virtù della forza retorica derivante dalla coerenza narrativa delle diverse pratiche discorsive. Si abbandona, pertanto, un mondo deterministicamente inteso, in favore di un’ottica di casualità che comporta la necessità di attenersi ad un livello descrittivo -piuttosto che esplicativo- relativamente agli oggetti di indagine che non sono "fenomeni", o enti, ma realtà discorsivamente intese e processualmente costruite.

 

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