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Il Modello di Riferimento

 
 

LAVORA CON NOI

   
 
   
 

LA FORMAZIONE

La formazione proposta da Sinergo persegue l’obiettivo di definire/costruire un ruolo. Pertanto, si avvale di una metodologia didattica di tipo interattivo, che consideri il patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze che ogni persona ha acquisito nel ruolo assegnato rispetto alla propria attività professionale e dunque già operativo. Ad esempio, all’inizio dell’attività formativa verranno raccolti, attraverso la compilazione di apposite schede, gli elementi sui quali verrà impostata l’attività: infatti, l’assemblaggio delle risposte ottenute evidenziano gli "assetti" operativi e relazionali che ogni formando rileva nelle matrici relazionali con le quali si interfaccia, e alla propria collocazione all’interno di esse. Sulla base di quanto emerso verranno strutturate esercitazioni individuali e di gruppo, nonché simulazioni e role playing. Con tali modalità gli aspetti teorici esaminati vengono trasformati in occasioni di sperimentazione e di applicazione operativa per generare delle competenze che siano applicabili operativamente.
La formazione, quindi, risulta uno strumento in grado di massimizzare i propri risultati, in quanto la partecipazione attiva dei formandi diviene strategia efficace per: a) aumentare le competenze di individuazione ed analisi dei processi organizzativi e relazionali che si generano all’interno di una matrice; b) generare modalità di analisi critica, ossia generare competenze di anticipazione delle criticità che possono caratterizzare il contesto nel quale il ruolo si inserisce; c) sviluppare competenze di monitoraggio e valutazione di quanto messo in atto dal ruolo e costruire una metodologia per il monitoraggio e la valutazione dei processi del ruolo.

IL PROFILO DI COMPETENZA DELL’OPERATORE DEL CAMBIAMENTO

La figura professionale che lavora per Sinergo rappresenta un Operatore che, per gli assunti posti da tale architettura deve da un lato, risultare fortemente radicato rispetto al sistema organizzativo che lo contiene, dall’altro essere in grado di gestire differenti "tipologie" di contesti/situazioni, che portano diagnosi narrative molto diverse. Pertanto, è necessario che "l’Operatore" si caratterizza per la messa in campo di competenze multidisciplinari sia in termini gestionali (es., analisi del bisogno, programmazione delle azioni, coordinatore e guida del sistema in oggetto, referente per tutti gli attori coinvolti, ...) che in termini strettamente operativi (es., gestione del contesto, gestione di situazioni "critiche", gestione dell’emergenza, mediazione interculturale, ecc.). Tali competenze consentono all’operatore stesso di essere costantemente attivato e attivabile e di conferire legittimazione a ciò che fa e a come lo fa.

 

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PROFILO DI COMPETENZA DELL'OPERATORE DEL CAMBIAMENTO

 

COMPETENZE DI SAPER FARE

COMPETENZE DI SAPER ESSERE

Competenze di Comunicazione

 
  • Competenze di comunicazione efficace con gli altri "attori del contesto"(cliente interno);

  • Competenze di comunicazione efficace con il minore;

  • Competenza di comunicazione efficace con il cliente esterno (famiglie; altre istituzioni; altre identità di ruolo);

  • Competenze di sintesi e di analisi.

  • Competenza di comunicazione nella formulazione di domande efficaci per la raccolta dei dati richiesti;

  • Competenza di comunicazione dei feed-back rispetto ai testi raccolti e rispetto alle verifiche di monitoraggio;

  • Competenze di comunicazione telefonica.

  • Competenza in merito a strumenti specifici;

  • Conoscenza della legislazione specifica;

  • Competenza di gestione di strumenti ad hoc;

  • Conoscenza dei Servizi

  • Specialistici legati ai minori e relative procedure (testi normativi).

Competenze di Anticipazione

 
  • Anticipazione di scenari rispetto ai processi generati dalle proprie azioni e dalle strategie utilizzate

  • Anticipazione di criticità sia del proprio ruolo sia del ruolo delle persone altre coinvolte;

  • Anticipazione dei bisogni espressi ed impliciti dei diversi interlocutori/territori/contesti.

  • Conoscenze specifiche legate alla realtà territoriale;

  • Conoscenza della rete di servizi presenti nel territorio.

Competenza di collocazione di ruolo nell’oscillazione tra i ruoli che l’operatore deve agire.

 
 
  • Competenza di gestione e di organizzazione della documentazione prodotta in entrata ed in uscita.

Competenze di Gestione

 
  • Gestione per progetti, obiettivi e ruoli;

  • Competenza di gestione delle relazioni con gli altri operatori e l’utenza;

  • Competenze di mediazione interculturale.

  • Competenza di strutturazione di report; relazioni; resoconti.

  • Competenza di compilazione di ogni procedura burocratica richiesta.

Competenze di Team Work

 
  • Competenza di programmazione, coordinamento e gestione delle risorse a disposizione in termini di efficienza e di efficacia;

  • Competenze di collocazione nel lavoro di squadra ;

  • Competenza nella gestione dei gruppi di lavoro e del lavoro di gruppo.

  • Competenze di progettazione;

  • Competenza di definizione di progetti di intervento/attività.

Competenze di osservazione e monitoraggio

 
  • Competenza di monitoraggio dei processi legati alle azioni che si fanno;

  • Competenza di individuazione di indicatori di processo e di risultato in un’ottica di qualità del servizio.

  • Conoscenza approfondita del contesto/territorio in termini di materiale e documentazione;

  • Individuazione dei giusti strumenti.

Competenza di problem solving

 
 

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IL CONCETTO DI "POTENZIALE"

 

Il "potenziale" viene definito come l’insieme di
Capacità esplicite, ovvero atteggiamenti e pratiche legate alla dimensione personale, connesse con l’esperienza e con i contesti in cui si verifica l’esperienza stessa. Aspetto che caratterizza le capacità è quello della replica, con il riferimento a situazioni già sperimentate in cui la persona ha messo in essere modalità comportamentali individuate come efficaci: chi si muove in termini di capacità prevede un risultato che non necessariamente corrisponde all’obiettivo definito.
Competenze, ovvero la possibilità di anticipare scenari non ancora verificatisi, la competenza non è legata all’esperienza e alla replica, è trasversale ai contesti ed è trasmissibile; le competenze possono essere sia implicite (ove è presente l’orientamento al risultato, per cui la persona anticipa che quest' ultimo deve corrispondere all’obiettivo definito, in tal modo viene garantita l’efficacia. Tuttavia la persona che si muove in questo livello non contempla la dimensione legata alla gestione del processo, quindi legata all’efficienza) che espresse (ove è presente una focalizzazione sul processo e l’obiettivo si trasforma in risultato in virtù della gestione del processo stesso, pertanto in termini di efficienza). Di seguito una rappresentazione grafica di quanto sopra definito:

   
 

SOGGETTO

  PERSONA RUOLO IN FORMAZIONE RUOLO
COSTRUITO (FORMATO)
  (identità personale) (identità di ruolo) (identità di ruolo)
  Capacità esplicite Competenze implicite Capacità esplicite Competenze implicite Competenze espresse Competenze espresse
   
 

Gli obiettivi che la valutazione del potenziale è in grado di assolvere sono molteplici e possono essere compresi facendo riferimento al costrutto di ruolo. Ciò che definisce un ruolo è infatti la presenza di competenze, specifiche/peculiari o trasversali, dove per competenze si intende ciò che consente al ruolo di raggiungere i propri obiettivi nel perseguimento dell’obiettivo generale della matrice organizzativa in cui esso è collocato.

 

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LA VALUTAZIONE DEL POTENZIALE

 

Obiettivi della valutazione del potenziale

 

La valutazione del potenziale permette di configurare il potenziale, ossia la percentuale di capacità esplicite, competenze implicite e competenze espresse possedute dalla persona. Si valuta in questo modo quanto il soggetto è distante/vicino dal e al ruolo che potrebbe trovarsi a ricoprire o che già ricopre. Ciò che nel profilo di competenze strutturato è presente in termini di competenze espresse, potrà essere posseduto dal soggetto ancora in termini di capacità esplicite e competenze implicite.
Per la valutazione del potenziale vengono utilizzati strumenti che consentono di conoscere dove un soggetto si colloca rispetto al gruppo preso in oggetto.

   
 

Strumento di valutazione del potenziale

 

Per rilevare competenze e capacità delle persone sono individuate batterie di strumenti ad hoc, che vanno a rilevare capacità legate all’uso linguistico, alle dimensione del ragionamento logico e degli aspetti visuo-spaziali, nonché ad aspetti più squisitamente interattivi e comunicativi (a questi strumenti ne possono essere aggiunti molti altri in virtù di quanto serve, poiché ciò dipende dal contesto in cui ci muoviamo e dalle situazioni che in esso si verificano e danno ad esso statuto). Per rilevare il potenziale vengono pertanto strutturate delle domande ad hoc (in funzione del ruolo considerato), somministrate al candidato nella forma di un questionario seguito, quando previsto, da un successivo colloquio.
Il potenziale rilevato viene valutato in virtù del profilo di competenze del ruolo considerato. Passaggio pertanto preliminare alla costruzione e definizione degli strumenti di valutazione del potenziale deve essere la delineazione del profilo di competenze richieste al ruolo in questione.

   
 

Risultati della valutazione del potenziale

 

Una volta definito il profilo di competenze del ruolo o dei ruoli in oggetto, e dopo la somministrazione dello strumento di valutazione e l’elaborazione dei dati rilevati, vengono confrontati i risultati dalle risposte offerte ai protocolli con il profilo di ruolo: sulla base di ciò vengono strutturati i profili di competenze delle persone alle quali è stato somministrato il protocollo, con l’obiettivo di mettere in evidenza, per ogni costrutto indagato, come la persona si colloca rispetto ad esso e quali sono i punti di forza e gli elementi critici della persona rispetto al ruolo per il quale si è effettuata la valutazione.

 

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DAL GRUPPO DI LAVORO ALLA SQUADRA

 

Per gruppo si intende un insieme di persone che abbiano un obiettivo comune. In un gruppo, l’insieme di risorse attivate in relazione ad un obiettivo definito genera risultati superiori, in termini sia di efficacia che di efficienza, a quelli prodotti dai singoli componenti individualmente. Questo perché le potenzialità di ogni singolo partecipante vengono messe a disposizione di quelle degli altri, vengono quindi integrate e danno la possibilità a tutti i membri di avere un incremento delle competenze possedute.

   
 

Il lavoro di squadra è un’attività che richiede e definisce una specifica forma di gruppo, con delle caratteristiche peculiari all’obiettivo che si propone di raggiungere.
La squadra è definita come un insieme di ruoli che persegue un obiettivo comune e che utilizza come strumento il lavoro di gruppo.
Pertanto quali sono le caratteristiche che distinguono il gruppo, genericamente inteso, e la squadra?
Nella tabella di seguito presentata vengono indicati gli elementi distintivi:

   
 
  GRUPPO SQUADRA
Definizione Insieme di persone con un obiettivo comune Insieme di ruoli con un obiettivo condiviso e predefinito che innesca una matrice di relazioni fondata sulle competenze. La squadra è un gruppo che utilizza il lavoro di gruppo come strumento per perseguire l’obiettivo.
Modalità di "Nascita" Il gruppo può anche nascere spontaneamente La squadra viene costituita dal ruolo preposto a definirne l’obiettivo.
Obiettivo L’obiettivo può essere autodefinito o consegnato L’obiettivo deve essere definito da un terzo.
Numero minimo/massimo di componenti Quattro/Diciotto Quattro/Dodici circa
   
 

La composizione/gestione della squadra è quell’aspetto che mette in luce le criticità che vengono generate dall’utilizzo, da parte dei partecipanti, di teorie personali o di senso comune. Infatti, per far sì che la squadra possa esistere, e operare efficacemente, i suoi componenti devono essere competenti e muoversi in diretto riferimento all’obiettivo rimanendo aderenti al piano operativo che dall’obiettivo discende.

   
 

Vediamo ora quali sono le condizioni per poter parlare di squadra.

   
 
  1. Definizione dell’obiettivo
    Una squadra deve, come primo passo, definire degli obiettivi. Tali obiettivi dovranno essere distinti in obiettivi di processo (es: vincere la partita di calcio della domenica) e in obiettivi di risultato (es: vincere il campionato o non retrocedere).

  2. Insieme di ruoli
    La squadra è costituita non da persone, ma da ruoli: ossia, ciò che consente alla squadra di muoversi in modo efficace ed efficiente è la messa in atto delle competenze specifiche dei ruoli che le persone rivestono all’interno dell’organizzazione.

  3. Pertinenza
    I ruoli, come partecipanti alla squadra, devono avere competenze pertinenti al perseguimento dell’obiettivo stabilito. Es: se l’obiettivo è quello di vincere il campionato di calcio, sarà necessario mettere in campo ruoli come terzini, difensori e attaccanti, in maniera strategica nel corso delle varie partite.

  4. Prossemica (spaziale)
    La squadra viene fortemente influenzata dalla disposizione fisica dei partecipanti. Riprendendo la metafora del gioco del calcio, la prossemica corrisponde a ciò che viene definito "schema di gioco" (vedi figura)

  Figura: Esempi di collocazione spaziale di un gruppo
     
  disposizione 1 disposizione 2
 
 

Nel confronto dei due tipi di disposizione illustrati, si evidenzia come la disposizione 2 consente di generare e ottimizzare una matrice di tipo collaborativo.
In generale, tutte le disposizioni che facilitano la circolarità delle relazioni aumentano l’efficacia della squadra, aiutando i componenti a collocarsi secondo i propri ruoli e abbattendo notevolmente la possibilità di innesto di processi di personalizzazione. In virtù di ciò, bisogna cercare di assumere una disposizione degli ambienti che possa massimizzare la circolazione delle informazioni: è opportuno che i posti non siano fissi ed è necessario cercare di fare in modo che la partecipazione di ogni singolo componente alle attività non sia scontata o prevedibile.

  1. Tempo Si pone la distinzione tra un tempo di processo, ossia il tempo stabilito per gestire una sessione di lavoro di gruppo ed un tempo di risultato, ossia il tempo che, in base alla pianificazione operativa delle azioni, si stabilisce come necessario per il raggiungimento dell’obiettivo.
     

L’elemento caratterizzante, in termini di modalità interattiva, è la condivisione dell’obiettivo e quindi l’assunzione di responsabilità. La squadra può essere vista come la cartina di tornasole attraverso cui è possibile testare la presenza di competenze di saper essere e di saper fare, da parte dei suoi membri. La squadra, infatti, non si forma per eventi casuali e se le competenze di saper essere non sono presenti diviene critico gestire i processi che da essa derivano.

   
 

GRUPPO + OBIETTIVO + RESPONSABILITÀ = SQUADRA

   
 

La "cultura di squadra" comporta che, al proprio interno, dal momento in cui un gruppo di lavoro non raggiunge l’obiettivo, la modalità interattiva che si innesta è quella dell’analisi delle responsabilità: ossia, è responsabilità di tutta la squadra una rilettura dei processi che hanno generato gli errori commessi e che hanno inciso sul conseguimento dell’obiettivo. All’interno della squadra ognuno ha la sua posizione ed agisce per il raggiungimento dell’obiettivo comune a partire dalla posizione assegnata. A seconda degli obiettivi e delle situazioni, le persone assumeranno ruoli e disposizioni specifiche per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
Tuttavia, non sono le condizioni che abbiamo indicato a far sì che si possa parlare di squadra, ma la modalità relazionale che si sviluppa al suo interno. Infatti, se la squadra "individua cause esterne o interne" significa che i componenti usano modalità interattive tipiche del singolo, piuttosto che del gruppo di lavoro coeso. Oppure, quando la squadra cerca nelle singole persone la causa di ogni accadimento, si può presupporre che si siano instaurate modalità tipiche della coppia.
La "vita" di una squadra è comunque qualcosa che riguarda tutti i suoi membri.

 

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